25 Maggio 2011 Roma Convegno Mediazione: il Ministro della Giustizia Avv. Angelino Alfano, rassicura sul mantenimento dell'obbligatorietà della mediazione

Presso l'Auditorium Parco della Musica, si è svolto un interessante dibattito sulla mediazione organizzato dal Ministero della Giustizia dal titolo : “Mediazione: fra efficienza e competitività

Lo scopo dichiarato dell'incontro era quello di fare il punto della situazione a due mesi dell'entrata in vigore della riforma introdotta con il D.Lgs 28/2010 e D.M. 180/2010.

Ruolo centrale nel dibattito lo hanno avuto ovviamente il Ministro della Giustizia Angelino Alfano e la dott.ssa Augusta Iannini del Ministero di Giustizia, che fortemente hanno voluto l'introduzione nel nostro ordinamento dell'istituto della Mediazione.

Il Ministro Alfano ha voluto sottolineare l'importanza dello strumento della mediazione nel nostro ordinamento giudiziario, descrivendo la situazione attuale della giustizia civile come una macchina in forte difficoltà. Infatti, il cumulo delle cause pendenti (oltre 6.000.000) sarebbe destinato ad aumentare ulteriormente se non si ponesse un freno alle nuove cause civili iscritte ogni anno.

Il Ministro ha fatto riferimento ai dati statistici in suo possesso e ha sottolineato come ogni anno vengano iscritte a ruolo oltre 4.200.000 cause civili, mentre le sentenze emesse dai Tribunali si attestano a circa 4.000.000. Questo inevitabilmente comporta, ogni anno, un incremento delle cause pendenti di circa 200.000 unità. Per il Ministro è quindi essenziale diminuire l'INPUT di cause attraverso lo strumento della mediazione. Il ministro si è espresso anche in ordine all'obbligatorietà della Mediazione, dichiarando che al momento è necessaria perché segna un punto di rottura con il vecchio sistema, ed è necessaria in attesa che la società civile si trasformi culturalmente e si avvicini sempre più a questo nuovo strumento volontariamente. Ha chiuso il suo intervento, rassicurando che il Governo non farà alcun passo indietro in quanto la mediazione è uno strumento utile, voluto ed indispensabile nella strategia generale della riforma della giustizia approntata durante il suo mandato.

Sulla stessa linea di pensiero “pro mediazione” anche l'intervento del Dott. Ivan Lo Bello di Confindustria, che ha sottolineato l'importanza, sopratutto per l'impresa di velocizzare la risoluzione delle controversie. Infatti, sostiene il Dott. Lo Bello, che risolvere e velocizzare la risoluzione delle controversie, comporterebbe sicuramente un miglioramento dell'appetibilità del nostro Paese per gli investitori esteri, che notoriamente portano i capitali in paesi dove la risoluzione delle controversie civili e commerciali ha tempi maggiormente contenuti rispetto alla situazione attuale della giustizia civile italiana. Il dott. Lo Bello, ha dato anche una stoccata ai vari rappresentati di interessi particolari di categoria, invitandoli a non guardare con miopia solo al proprio orticello, ma di avere una vista a lungo raggio, perché questo istituto potrebbe fare bene all'economia generale della nazione.

L'Avv. Massimiliano Paolucci nel suo intervento ha analizzato alcuni dati del Doing Business Report 2010 di WORLD BANK, in particolare si è soffermato sul tempo necessario in Italia per un impresa per recuperare un credito derivante da contratto commerciale di euro 50.000.

Il dato medio è veramente allarmante oltre 1200 giorni, per recuperare un credito di 50.000 euro certo, liquido ed esigibile. Ancora, l'avvocato Paolucci facendo riferimento ai dati del Doing Business Report ha precisato che l’Italia figura quest’anno al 78esimo posto della durata del procedimento nelle controversie commerciali, molto distante dagli altri paesi più sviluppati. Dallo stesso rapporto emergono costi della giustizia e costi degli avvocati, molto distanti e superiori agli altri paesi sviluppati (Francia, Germania, Inghilterra, etc.)

Non tutte le voci presenti al dibattito hanno però espresso solidarietà verso l'istituto della mediazione, infatti il prof. Avv. Guido Alpa presidente del Consiglio Nazionale Forense, ha sottolineato alcuni aspetti, a suo dire critici nella mediazione, sostenendo in primo luogo che la mediazione non garantisce la tutela dei diritti dei cittadini, in quanto nella normativa attuale non è prevista l'obbligatorietà della difesa tecnica per mezzo di avvocato. Ha poi richiamato la recente sentenza del TAR e il rinvio alla Corte Costituzionale sulla pretesa incostituzionalità di alcune parti della norma. Ha ancora sottolineato la sua contrarietà ad estendere la qualifica di mediatore a soggetti non avvocati, che non conoscono il diritto. Infine ha dichiarato che continuerà il dialogo con il Ministero di Giustizia, affinché elimini l'obbligatorietà della mediazione a pena improcedibilità del giudizio, prevista dall'attuale formulazione del decreto legislativo.

Degni di nota anche gli interventi in videoconferenza della Dott. Diana Wallis Vice presidente del Parlamento Europeo, che si è congratulata con il Parlamento Italiano, che è stato uno dei primi Parlamenti ad adeguarsi alla direttiva europea 2008/52/CE in materia di Mediazione, e ha auspicato che la riforma possa produrre effetti benefici per la giustizia civile italiana.

Al dibattito come moderatori erano presenti il Dott. Giuseppe De Filippi del TG5 e il dott. Andrea Pancani per La7 e per la stampa il dott. Isidoro Trovato del Corriere della sera e il Dott. Andrea Maria Candidi de il Sole 24 Ore.

Hanno partecipato al dibattito altri nomi eccellenti quali: Dott. Cesare Mirabelli Presidente della Corte Costituzionale, Prof. Ferruccio Auletta dell'Università di Napoli Federico Secondo.

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